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Celiachia: in Piemonte corsi di formazione per ristoratori
Fonte: italia-news.it il 25/02/2011, alle 17:28 (UTC)
 La Regione Piemonte ha dato il via libera al progetto per la formazione e l’aggiornamento professionale, rivolto a ristoratori e albergatori, sulla celiachia e sull’alimentazione senza glutine.

Il progetto, attuato con la collaborazione dell’Associazione italiana celiachia Piemonte-Valle d’Aosta (aicpiemonte.it), si pone come obiettivo principale di incrementare il numero di esercizi di ristorazione pubblica in possesso dell’adeguata formazione per la preparazione di alimenti per celiaci.

“Come AIC dobbiamo sinceramente un ringraziamento alla Regione per la sensibilità dimostrata concretamente – dichiara Elda Angelino vicepresidente nazionale dell’AIC – E’ un piano davvero all’avanguardia”.
I corsi saranno strutturati in una parte formativa, condotta presso i singoli esercizi, e in un incontro formativo pratico presso le Asl, con uno chef esperto di cucina per celiaci.

Fonte: italia-news.it
 
Commento di dida, 22/07/2011, alle 02:36 (UTC):
fine


Sarà possibile produrre pasta, pane e biscotti da cereali detossificati
Da: Il Mattino del 20-01-2011 Pagina 30 il 25/02/2011, alle 17:25 (UTC)
 Nuove speranze per i celiaci. Arrivano dalla ricerca europea avviata dal Cnr che, ieri mattina, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la «Fondazione Istituto Insubrico di ricerca per la vita» che punta ad abbattere la tossicità del glutine. L’obiettivo è quello di applicare gli studi effettuati dal Cnr e dalla Fondazione, che ha sede nel Varesino, all’industria alimentare per realizzare prodotti finiti: pasta, pane e biscotti derivanti da farina di frumento e altri cereali che saranno detossificati e, quindi, adatti anche a portatori del morbo celiaco. Il protocollo d’intesa porta la firma del direttore del Cnr, Raffaele Coppola, e del presidente della Fondazione, Angelo Carenzio. La. ricerca, che vedrà impegnato uno staff di dieci scienziati del Cnr e della Fondazione «Istituto Insubrico di ricerca per la vita» di Gerenzano durerà cinque anni ed è destinata a rivoluzionare il sistema di alimentazione dei celiaci. Per le persone intolleranti al glutine l’unica terapia valida è la dieta completamente priva di glutine da seguire per tutta la vita. Un regime di forti restrizioni, oltre che di prodotti molto costosi, che è destinato a finire grazie al progetto che mette insieme la ricerca avviata dal Cnr e quella che sta portando avanti la Fondazione. È previsto anche il coinvolgimento di alcuni imprenditori tra cui la società irpina «Ipafood».
«È partita la nuova sfida del Cnr – dice il direttore Raffaele Coppola – che impegna l’istituto avellinese in un progetto di ricerca internazionale collocandolo in ambiti sempre più interessanti al di fuori del territorio provinciale e nazionale».
Per portare avanti la ricerca lo staff di scienziati utilizzerà i laboratori di Avellino e quelli di Gerenzano al fine di applicare i risultati degli studi finora effettuati, nell’industria alimentare e consentire ai celiaci di consumare prodotti derivanti dal frumento senza rischi per la salute.
«Da un paio di anni la Fondazione è impegnata in studi sulla possibilità di utilizzare degli enzimi prodotti da microrganismi per la degradazione del glutine – afferma il presidente Angelo Carenzio – il Cnr sta lavorando a un approccio simile con l’obiettivo di creare una farina in cui il glutine presente viene detossificato e può essere la fonte per avere prodotti utilizzabili da persone affette da celiachia. La possibilità di mettere insieme questi due studi potrebbe dare una soluzione ottimale per la produzione di cibi non più tossici».
Dai laboratori del Cnr arriverà, dunque, la scoperta rivoluzionaria per dare ai celiaci la possibilità di mangiare prodotti “gluten free” derivanti da prodotti che hanno glutine.
«Si sviluppa una nuova ricerca accanto agli studi relativi alla patogenesi della malattia – sottolinea Mauro Rossi, ricercatore del Cnr – lavoreremo all’industrializzazione del processo di detossificazione enzimatica delle farine ottenuta attraverso l’impiego di un enzima in grado di bloccare le sequenze tossiche presenti nel glutine. Saranno utilizzate nuove strategie enzimatiche per giungere alla produzione di una farina che finora è tossica e potrà, invece, essere tranquillamente utilizzata dai celiaci. Numerose evidenze sperimentali indicano che la celiachia è causata da un’alterata risposta immunitaria nei confronti del glutine del frumento. Solo determinate regioni della molecola di glutine acquistano nell’intestino del celiaco la capacità di essere riconosciute dalle cellule del sistema immune e’scatenare la loro risposta. Pertanto, è stato ipotizzato dai ricercatori del Cnr di bloccare preventivamentetale riconoscimento attraverso un processo enzimatico da effettuare direttamente sulla farina».


 

PRODOTTI CAFFAREL SENZA GLUTINE 2011
NOI CELIACI il 25/02/2011, alle 17:21 (UTC)
 http://www.noiceliaci.it/index.php?option=com_content&view=article&id=96:prodotti-caffarel-senza-glutine-2011&catid=44:home
 

Celiachia: aumenta il rischio di aborto perché distrugge la placenta
Tiziana il 25/02/2011, alle 17:19 (UTC)
 


La celiachia non curata può aumentare il rischio di aborti ricorrenti.

E’ la scoperta fatta da alcuni studiosi dell’Università Cattolica Policlinico Agostino Gemelli di Roma e pubblicata recentemente sull’American Journal of Gastroenterology.

Secondo le stime più recenti circa il 15% delle donne in età fertile in cerca di un figlio vive l’esperienza di un aborto. Spesso le cause di questo evento non vengono mai chiarite: in alcuni casi può trattarsi di una sorta di selezione naturale di embrioni malformati dal punto di vista genetico, a volte alcuni disturbi possono favorire l’aborto.

La ricerca condotta a Roma contribuisce a fare chiarezza su questo tema perché considera la celiachia non diagnosticata, e quindi non curata, uno dei fattori di rischio di aborto ricorrente.

La celiachia è un disturbo sempre più diffuso: colpisce una persona ogni novanta/cento, ma spesso resta non diagnosticata anche per anni perché i suoi sintomi possono essere facilmente sottovalutati.

La ricerca condotta dal team capitolino collega la celiachia con il rischio di andare incontro all’aborto. I dati rivelano che tra le donne celiache il rischio di aborto è di tre volte superiore rispetto alle donne non celiache e che non seguire una dieta priva di glutine espone una donna celiaca su due ad aborto.

Secondo quanto scoperto, gli anticorpi presenti nell’organismo di una donna celiaca riescono a penetrare nella placenta a e distruggerla. Per questa ragione è particolarmente importante, dicono gli esperti, diagnosticare la celiachia e curarla; un monito ancora più importante per le donne in età fertile che sono in cerca della cicogna.



 

Celiachia: combattere l’osteoporosi nei bambini con le vitamine
Tiziana il 25/02/2011, alle 17:16 (UTC)
 La studiosa Diana Mager, dell’University of Alberta, ha eseguito una ricerca sui bambini celiaci e la prevenzione dell’osteoporosi. Secondo la dottoressa è necessario che questi bambini assumano maggiori concentrazioni di vitamine per proteggere le ossa dall’osteoporosi. Lo studio è stato conseguito su 43 bambini e adolescenti con un’età compresa tra i 3 e i 18 anni, ai quali era stata diagnosticata la celiachia, e in più presentavano una minore densità ossea, dovuta ,sicuramente, ad un minore assorbimento di vitamine e sali minerali.
Infatti si è constatato che i bambini celiaci assumono quantità di vitamina K e vitamina D non adeguate: sembrerebbe che la quantità si aggiri intorno al 50%. Ecco perché la dottoressa Mager, sostiene che i bambini celiaci debbano assumere integratori di vitamina K e vitamina D, per ridurre il rischio di osteoporosi, e che debbano trascorrere parte del loro tempo, il più possibile, all’aria aperta per stimolare l’organismo a produrre vitamina D.
 

Un finanziamento per la ricerca su celiachia, antitumorali e antibiotici
Tiziana il 25/02/2011, alle 17:05 (UTC)
 La Fondazione Istituto Insubrico Ricerca per la Vita avvia i progetti con la collaborazione di tre ospedali pubblici milanesi grazie al contributo di Regione Lombardia
GERENZANO - Sviluppare un enzima contro la celiachia, un nuovo farmaco antitumorale e un metodo diagnostico innovativo per le leucemie, e studiare nuovi antibiotici: questi gli obiettivi che la Fondazione Istituto Insubrico Ricerca per Vita di Gerenzano e tre Istituti milanesi (Azienda Ospedaliera Ospedale "Luigi Sacco", Fondazione IRCCS "Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico" e Azienda Ospedaliera Ospedale "Niguarda Ca' Granda") si sono prefissati di raggiungere entro la fine del 2012 grazie al contributo stanziato da Regione Lombardia.



Il finanziamento complessivo di 3.680.000 euro è stato elargito per supportare i tre progetti di ricerca in riferimento al d.g.r. n. VIII/10804 del 16.12.2009
Il team di ricercatori svilupperà studi su nuove glutenasi (stato infiammatorio reattivo al glutine) di origine microbica per la terapia orale della celiachia, su nuovi farmaci antitumorali e sui sistemi diagnostici innovativi per le leucemie e i disordini mieloproliferativi (disordini dei nervi) ed infine studi sui nuovi antibiotici. I tre progetti di ricerca collaborativa avranno durata biennale e saranno svolti congiuntamente dai quattro enti nel 2011-2012.

COLLABORAZIONE


"Il contributo di Regione Lombardia è particolarmente significativo perché nel prossimo biennio permetterà di sviluppare a tutto campo la parte di ricerca che è linfa vitale della nostra Fondazione, spiega il Dott. Angelo Carenzi, presidente di Fondazione Istituto Insubrico Ricerca per Vita di Gerenzano. E' fondamentale la collaborazione tra FIIRV e i tre istituti ospedalieri milanesi: senza questa cooperazione sarebbe impossibile sviluppare le ricerche in modo innovativo, con tecnologie avanzate e con un riscontro clinico importante".
 

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  Soprattutto per chi, come me, si trova ad affrontare la celiachia gia da grande, è facile cadere nella tentazione e dire:
"Fino a ieri l' ho mangiato e non mi ha fatto mai male, sicuramente lo posso mangiare"
Oppure è facile dire " Va beh! per una volta si può fare un' eccezione oggi lo mangio"
Nulla di più sbagliato:
prima di tutto perchè in italia l' unico obbligo che c' è per le aziende è scrivere che nell' alimento potrebbero essere presenti tracce di un allergene , senza dare mai la piena sicurezza.
Nel dubbio è sempre bene rifarsi al prontuario dei prodotti per celiaci.
Esiste una versione online , gratuita da scaricare sul link sotto riportato, oppure si può richiedere direttamente alla AIC associazione italiana celiaci.
Non fate mai di testa vostra .
E' dura dura dura.... ve lo dice una golosa che in gravidanza ha tartassato i centralini della Ferrero, della Perugina e di un sacco di altre aziende prima di scoprire questo utilissimo strumento

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